Le nostre radici

La direzione didattica di Bagno a Ripoli fu istituita nel  1959, in precedenza le scuole del comune facevano parte dell' Istituto di Scandicci che includeva  anche quelle di Impruneta. Sul territorio, insieme alle scuole dei centri più grandi quali Grassina, Antella e Bagno a Ripoli, funzionavano piccole unità formate anche da una sola classe.
Molti dei 19 plessi complessivi, erano ricavati in ambienti di fortuna come locali agricoli e strutture in disuso.

La sede delle Piazzole, località sotto i boschi di Fontesanta, era ubicata in un solo locale senza finestra con due pietre che servivano da scalini per entrare.
La stufa che faceva fumo, costringeva i ragazzi, in inverno, a seguire le lezione con la porta aperta.   Le classi, numerose, erano tenute da un unico insegnante che faceva lezione solo al mattino con alunni di età diverse.
Esistevano “Asili “ tenuti da suore che si occupavano di bambini in età prescolare.
Gli anni ‘60 rappresentarono il periodo di svolta, il Comune di Bagno a Ripoli iniziò a sviluppare nei confronti della scuola un impegno che andava ben oltre gli obblighi imposti dalla legge. A Bagno a Ripoli stava maturando la scelta strategica di puntare sulla qualità e sulla riqualificazione complessiva della scuola.

In questo contesto si inserì dal 1962 il direttore didattico M. Trentanove. aderente ai principi dell’educazione “attiva”.

Il movimento di idee, il confronto sui nuovi principi educativi a cui tutte le componenti sociali del territorio aderirono, portò un grande contributo anche alla formazione degli insegnanti che, sentirono indispensabile far ricorso a varie forme di aggiornamento.

Furono affiancati spesso a titolo gratuito da esperti, docenti e ricercatori dell’Università con i quali si era stabilito un rapporto costante.
Gradatamente si diffusero quei presupposti che caratterizzarono la ”nuova scuola“ come:

  • il superamento della figura di insegnante unico e dell’uso di un unico libro di testo;
  • la necessità che il percorso formativo iniziasse nella scuola dell’infanzia;
  • l’importanza di prolungare il tempo scuola.

 

Con grande fatica, superando spesso rivalità campanilistiche e percorrendo l’intero territorio, il Sindaco Cocchi, l’assessore all’istruzione Carrai con il direttore e gli insegnanti protraendo incontri e assemblee talvolta fino a notte alta, riuscirono a mettere le basi a quella che sarebbe diventata la scuola attuale. Dal doposcuola, gestito dal patronato scolastico  con la collaborazione del comune per il servizio di trasporto e mensa scolastica, si arrivò alla sperimentazione del tempo pieno nell’anno scolastico 1971/72.

La prima scuola materna statale fu istituita nell’anno scolastico 1969/70 in  via Dante Alighieri a Grassina.

Poco dopo anche l ’amministrazione dovette intervenire per rispondere ai bisogni della popolazione organizzando la “scuola materna dell’infanzia Comunale” perché l’intervento dello stato non era stato sufficiente.

Fu convincente poi, la delegazione di genitori che da Grassina in pullman, manifestò il suo dissenso al Ministero della Pubblica Istruzione a Roma ottenendo l’apertura di ben cinque sezioni di scuola materna statale.

Così, in pochi anni, per l’intervento dello Stato e per quello del Comune, fu possibile istituire sezioni di scuola materna in tutto il territorio comunale, tanto da soddisfare tutte le richieste della popolazione.

Gli aspetti più significativi del funzionamento delle scuole dell’infanzia di Bagno a Ripoli furono da una parte la stretta collaborazione fra insegnanti statali ed insegnanti comunali, dall’altra la partecipazione e la collaborazione dei genitori alla vita della scuola.

Basti citare il fatto che ad ogni inizio d’anno venivano organizzate dalle insegnanti assemblee nelle quali si chiarivano ai genitori i criteri che si sarebbero seguiti nel condurre la scuola e si discuteva degli atteggiamenti più opportuni degli adulti nei confronti dei bambini in funzione della loro crescita equilibrata e del conseguimento della autonomia.

Tali assemblee si ripetevano poi periodicamente anche durante l’anno scolastico.

Ciò ebbe come effetto che quando nel 1975 furono costituiti gli organi collegiali, anche la scuola dell’infanzia di Bagno a Ripoli li pretese e fu in grado di farli funzionare e di valorizzarli.

Fra gli anni ’70 e ‘90, furono inaugurate la nuova scuola materna di Bubè e la scuola elementare di Grassina, furono iniziati i lavori di ampliamento  nella scuola elementare di Antella ed in quella di Balatro.

Nel 1978 vennero istituiti due Circoli Didattici, il 1° Istituto e il 2° Istituto, nel territorio di Bagno a Ripoli a causa dell’incremento della popolazione scolastica

L’amministrazione comunale, ormai parte determinante del progetto educativo integrato, consolidava sul territorio le sue iniziative in accordo con l’amministrazione scolastica.

Nascevano le biblioteche scolastiche all’interno dei plessi, il centro di documentazione educativa, la banca intercomunale degli audiovisivi.

 

Si predisponeva un piano per l’assistenza e il supporto all’integrazione  degli alunni portatori di handicap.

Nell'attuale a.s. 2009/2010 si è costituito l'Istituto comprensivo Bagno a Ripoli, Antella-Grassina che ha riunito il Circolo didattico n.2 di Bagno a Ripoli e la scuola secondaria di primo grado "Francesco Redi" presente sul territorio dagli anni '60.

Il nostro P.O.F. nasce e si inserisce in questo contesto, ampio, articolato, e attento alla globalità del processo educativo dove, l’interazione con i soggetti esterni all’istituzione scolastica è ormai consuetudine sperimentata., così come la partecipazione dei genitori alla vita della scuola.

Per questo, vuole essere il documento che si adatta alle nuove forme di ricerca ed accoglie in modo adeguato le innovazioni istituzionali sull’autonomia scolastica.

Il contesto culturale, sociale ed economico di Bagno a Ripoli

Il territorio comunale si estende su una superficie di 7409 ettari rappresentata per circa un terzo da terreni pianeggianti e per gli altri due terzi da terreni collinari. L’ultima modifica del territorio comunale di Bagno a Ripoli avvenne infatti nel 1928 a favore del comune di Firenze.

«Si tratta di un’area legata a Firenze da secoli: un quarto dell’arco collinare fiorentino si trova nel comune di Bagno a Ripoli; le relazioni economiche si sono consolidate da lungo tempo e già in età comunale i signori della città venivano in questa zona per costruire le loro prestigiose residenze di campagna, le ville.

L’agricoltura ha costituito per secoli l’attività economica di gran lunga prevalente. Ciò ha avuto conseguenze determinanti sia sull’assetto del territorio sia sulla composizione e la distribuzione sociale.»[1]La crisi della mezzadria, che ha avuto il suo culmine alla fine degli anni ’50, ha provocato l’abbandono delle campagne rischiando di compromettere l’equilibrio ambientale.

La popolazione si è concentrata nei centri abitati del fondovalle ed è in parte emigrata. Se le mutate condizioni agricole hanno quindi portato un calo demografico in queste zone, a partire dagli anni ’60 si è verificata una tendenza inversa dovuta alla scelta da parte di molti fiorentini di vivere nella campagna di Bagno a Ripoli in quanto confortevole zona residenziale

L’agricoltura che era la prima occupazione del territorio è stata sostituita in gran parte con occupazioni afferenti al settore terziario.

«I dati relativi alla crisi dell’agricoltura…e al flusso migratorio dalla città di persone dedite per lo più al terziario…sono indicativi del capovolgimento dell’equilibrio economico del territorio.  Alla forte immigrazione non è corrisposto un proporzionale aumento delle attività economiche: il territorio comunale si caratterizza sia come luogo residenziale che come luogo di produzione e di lavoro.»[2]

 

[1] (Cannoni-Tassinari, La scuola l’ente locale  per l’innovazione educativa. Firenze 1999 Giunti
2 (Cannoni-Tassinari la scuola e l’Ente locale per l’innovazione educativa Regione Toscana 1999 Giunti)



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